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Indie-rock - marzo 2008

Cosa può fare una band quando, tre giorni prima di un concerto già programmato, scopre che il club che avrebbe dovuto ospitare l'evento è stato costretto a sospendere tutta la propria attività live a causa di problemi con il vicinato? Per esempio può convincere un amico a mettere a disposizione la sua casa per riuscire a suonare comunque, anche se davanti ad un pubblico estremamente ridotto.

I Grimoon sono riusciti proprio in questa impresa: hanno infatti chiesto a Paolo Zangara, chitarrista dei Lo.Mo, a cui sono legati da un forte rapporto di amicizia, di suonare nel salotto di casa sua (che, del resto, è la sala prove degli stessi Lo.Mo), diffondendo sul loro sito e sul MySpace le modalità che permettevano a chi fosse interessato di assistere all'evento, ovvero mandare un sms ad un numero di cellulare per prenotarsi. L'iniziativa ha avuto successo, perché già nella mattinata del concerto il MySpace è stato aggiornato con un messaggio che sostanzialmente comunicava il termine della disponibilità dei posti.

"E' il primo sold out nella storia dei Grimoon" scherzava Solenn Le Marchand, membro di spicco del progetto italo – francese, e in effetti, al momento in cui la band ha iniziato a suonare, la trentina di persone accorsa stava piuttosto stretta, tra gente seduta sul divano, per terra, sulle sedie o anche in piedi.

La casa di Paolo si trova in piena zona industriale di Castiglione Olona (VA) e non c'è traccia di vicini intorno, per cui non c'era nemmeno il minimo rischio che si potessero presentare i problemi che hanno portato alla scelta di questa inusuale location. Tutto è stato preparato come se si fosse in un club: un manifesto affisso sulla porta d'ingresso, uno spazio per appendere i giubbotti dei presenti che aveva tutta l'aria di un vero e proprio guardaroba, un tavolo messo all'altezza della porta della cucina che fungeva da bancone del bar, con un'ampia disponibilità di birra, gin e rhum (e anche di thé caldo, bevanda assai difficile da trovare in un live club tradizionale), e la sala concerti, dove sala sta per salotto, con la strumentazione che occupava due lati del rettangolo ed il pubblico gli altri due.

Chi conosce i Grimoon sa anche quanto sia importante nei loro live la proiezione dei video, e cosa ci poteva essere di meglio rispetto alle tende bianche del salotto stesso? Tra l'altro, particolare di non scarsa importanza, il suono sarà perfetto per tutta la durata dell'evento, come a dire che quel salotto sembra nato per i concerti, e quasi quasi si spera che questa data estemporanea possa diventare una sorta di tradizione.

Ad aprire le danze, ovviamente, i Lo.Mo, ovvero il gruppo del padrone di casa. La band è ormai sulla buona strada per dare un seguito all'esordio del 2005 'Camere Da Riordinare', e questa sera ci propone un mix tra i brani vecchi e quelli che ancora devono essere pubblicati, in una formazione che comprende solo voce, chitarra e tastiera. La loro proposta unisce vari stili di cantautorato e di musica d'autore in generale, perché è come se Nick Cave, Luigi Tenco e Neil Young si trovassero a suonare assieme.

La voce calda e tenebrosa di Roberto e le linee melodiche della tastiera costituiscono lo scheletro della canzone, arricchito dalle parti di chitarra di Paolo, che rende il suono più delicato quando imbraccia l’acustica o più tagliente quando invece suona l’elettrica. Pur con questi arrangiamenti più essenziali rispetto a come si possono ascoltare su disco, l'anima della band emerge in tutta la sua interezza, e c'è davvero da essere contenti che i Lo.Mo, dopo tutti i problemi legati ai vari cambi di formazione, abbiano ormai trovato una nuova stabilità, che li dovrebbe riportare sulle scene al più presto.

A mezzanotte i sei Grimoon si accomodano ai loro strumenti e lo spettacolo può avere inizio. Poteva non essere facile bilanciare al meglio i suoni di chitarra, tastiera, synth, violino, fisarmonica, basso e batteria, visto il luogo in cui si andava ad esibirsi, ma la band ci è riuscita perfettamente, e io che li ho visti in locali abituati ad ospitare eventi live in continuazione, come la Casa ed il Jail, posso tranquillamente affermare che la resa delle canzoni era sullo stesso livello rispetto alle altre volte appena citate. Le prime canzoni in scaletta erano naturalmente tratte dal secondo disco 'Les 7 Vies Du Chat' di cui è ormai imminente la pubblicazione ufficiale, ma poiché il disco contiene solo 9 tracce, di cui le ultime due sono repliche in italiano di canzoni già presenti sul cd, nell'ora abbondante di concerto è stato dato ampio spazio al passato del gruppo.

Mentre le versioni dal vivo delle canzoni vecchie riprendevano quasi per filo e per segno quelle su disco, nei brani nuovi si è notata una certa differenza, ma questo solo perché il disco stesso ha visto la partecipazione di numerosi ospiti di prestigio, che naturalmente non erano presenti in quest’occasione. Mancava quindi la verve dei Tre Allegri Ragazzi Morti in 'La Compagnie Des Chats Noirs', così come la voce eterea e dilatata di Marta Collica in 'Space Puppy's Head' e quella calda ed avvolgente di Thibaut Derien in 'Voyage En Solitarie', e queste mancanze da un lato hanno dimostrato come i Grimoon non abbiano certo chiamato i loro amici soltanto per poter mettere i loro nomi sul booklet o sui comunicati stampa, ma per sfruttare davvero le loro caratteristiche in un'ottica di crescita e di evoluzione, e dall'altro lato come le canzoni sarebbero venute bene lo stesso anche se la band avesse fatto tutto da sola, perché comunque queste canzoni hanno fatto un'ottima impressione anche senza gli importanti contributi esterni.

Tutti i punti di forza dei Grimoon, dalla raffinatezza degli arrangiamenti, alla capacità di mettere insieme suoni d'altri tempi con altri più moderni, al fatto che tutta questa ricerca musicale non è mai fine a sé stessa ma rappresenta soltanto un mezzo per dare all'ascoltatore le sensazioni proprie dell'immaginario della band, sono stati tutti presenti in questo live così particolare, perché il talento, l'affiatamento e la genuinità emergono sempre, anche quando vengono espressi in un posto così insolito e senza le persone che ti hanno aiutato a farlo su disco.

Si accennava poi alle proiezioni dei video, perché, per chi non lo sapesse, dal vivo i Grimoon associano ogni canzone ad un video fatto rigorosamente da loro, interpretato da persona umane e/o da oggetti animati. Personalmente la curiosità di rendermi conto del lavoro del gruppo da questo punto di vista era molta, e anche qui la prova è stata superata alla grande, perché questi 7 video nuovi superano, per accuratezza e compatibilità con la canzone, quelli del passato, ed è davvero incredibile come queste persone riescano, facendo tutto da soli, a realizzare filmati di una tale qualità e capacità di suggestione.

Insomma, è stata una serata da ricordare non solo per l'insolita location, ma anche, e soprattutto, per ciò di cui sono stata capaci le band che hanno suonato.

Stefano Bartolotta