Coolclub.it - aprile 2008
Italia e Francia, sodalizio quanto mai riuscito soprattutto quando si parla di Grimoon. Progetto musicale, e non solo, capace di emozionare. Vibranti, scuri e solari al contempo sono l’ideale colonna sonora per questa primavera un po’ uggiosa.
Il vostro immaginario, cupo per certi versi, surreale per altri, sembra aprirsi in questo disco lasciando filtrare della luce. A tratti dà l’impressione di essere una sorta di circo sgangherato. Quante “vite” ha questo vostro nuovo album?
Solenn: I brani del disco sono molto diversi tra di loro, sono tuttavia legati dalla fantasia, dalla ricerca di un universo sonoro sognante ed ammaliante. In questo universo c’è spazio per tutti: per i personaggi più assurdi dei nostri video, e per gli ospiti che si sono prestati a questo folle gioco con noi. Nel circo Grimoon non esiste “la vita” ma “le vite”; ci siamo sempre divertiti a mettere in scena storie impossibili, improbabili, portare fuori dal nostro immaginario personaggi stravaganti, surreali, magici.
Il francese è musica che si aggiunge alla vostra musica, una lingua che ha un sapore retrò ma che in questi ultimi anni soprattutto è protagonista di una scena indie bellissima, che rapporto hai con la tua patria e la sua musica?
Solenn: Sono 7 anni che sono via dalla Francia e confesso di non essere molto informata sulla scena musicale francese. Le scoperte più recenti sono stati tra l’altro De Rien, il gruppo di Thibaut che è stato ospite su un brano di questo nostro nuovo disco.
Sei musicisti, tanti strumenti, come vi avvicinate al suono di una canzone, quale percorso seguite, c’è una partenza comune?
Alberto: Le canzoni di questo disco sono iniziate con delle registrazioni su un quattro piste, voce chitarra e batteria elettronica e qualche arrangiamento di Arp Solina e Space Echo. Le abbiamo presentate al nostro produttore, Giovanni Ferrario, che ci ha dettato qualche arrangiamento e direzione da seguire. Il lavoro grosso lo abbiamo fatto con lui dandogli massima fiducia. Per il fatto degli strumenti, siamo tutti fanatici di strumenti Vintage. È questo il vero segreto della bellezza e spontaneità dei nostri suoni. Un amore maniacale verso certe macchine non può che portare a buoni risultati. È come sentirsi puri, in un certo senso, davanti all’uso indiscriminato del computer o del digitale in genere.
La vostra musica a tratti sembra una colonna sonora, non a caso. Ci parli del vostro stretto legame con le immagini?
Solenn: Più che immagini, possiamo direttamente parlare di immagini in movimento. Il nostro rapporto con loro è assoluto: realizziamo un cortometraggio per ogni canzone, ed essendo giunti ad oltre 25 video girati, ti posso assicurare che essi sono parte integrante non solo del nostro progetto ma anche della nostra vita: ormai siamo giunti al punto di pensare per immagini, parlare per immagin, forse tra un po’ ci trasformeremo in immagini, chi lo sa. La mia casa è diventata il museo dei nostri corti. Maschere ovunque, ho perfino un muro tutto dipinto (sfondo per un video), personaggi che popolano le mensole, cassettine di videocamera ovunque…e poi si gira, si gira, si gira: più che una passione ormai è un’ossessione.
I Grimoon sono anche Macaco Records, raccontaci un po’ di questa avventura? Meglio fare tutto da soli?
Solenn: Questa è la caratteristica principale della nostra esperienza in Macaco: lavorare con persone che stimiamo per originalità, attitudine e stile. È anche grazie alla Macaco che abbiamo conosciuti numerosi artisti, e alcuni di questi sono stati anche ospiti sull’ultimo disco dei Grimoon. Da questo punto di vista, la Macaco è veramente un’esperienza splendida.Dall’altro c’è tutta la parte organizzativa: le mail, i comunicati stampa, il booking, e non finisco l’elenco perché sarebbe veramente lungo, alle volte questo lato prende il sopravento sull’altro e la Macaco diventa un peso enorme da sopportare, soprattutto quando i Grimoon sono in tour, in produzione video o musicale. Sicuramente da soli si ha il controllo assoluto su quello che si sta facendo e si ha anche la consapevolezza di quello che si può fare. Certo che togliersi qualche peso non sarebbe affatto male e difatti è proprio quello che stiamo cercando di fare.
Alberto: per addentrarsi in una avventura di questo tipo non bisogna essere che “Macachi”.
Questo numero di Coolclub.it parla di nostalgia, che rapporto avete con questo sentimento?
Alberto: La nostalgia è un bellissimo sentimento, ti da vigore al cuore, ti fa sognare e ti da speranza. La nostalgia la vivo in questo modo, come stimolo per non crepare dentro meccanismi moderni. Noi siamo nostalgici degli anni ’60, ’70, del super8, della musica registrata su nastro, degli strumenti vintage, delle macchine vintage, dell’orchestra della Rai, del Carosello, della fantasia, della vitalità, della curiosità, ecc. Ho anche nostalgia della forza degli uomini di altri tempi, delle ambizioni culturali e politiche dei giovani degli anni 60’, dei cantanti che cambiavano le epoche. Ho anche nostalgia di mio padre che a tavola mi diceva che Berlinguer era una brava persona.. Per questo motivo non ho mai votato Berlusconi e i suoi amici.
Osvaldo Piliego